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Visualizzazione post con etichetta fantasie di cernit pasta di sale di legno e non. Mostra tutti i post
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mercoledì 17 ottobre 2018

Una bambolina fatta con la pasta di legno ritrovata in cantina mentre cercavo per la mia nipotina Vittoria la mia bambola preferita di quand'ero piccola "Lucia" che molti di voi sicuramente ricorderanno.
Quando l'ho fatta ricordo che ero fissata con la pasta di legno...... stare ferma con la mente e con le mani per me è sempre stato impossibile. Nel guardarla sono rimasta stupita di me stessa, certamente non per la sua bellezza perché diciamocelo bella non è ma per averle fatto braccia e gambe snodabili inserendo due viti ad incastro, che stranamente hanno funzionato, come mi sia venuto alla mente non lo so, chissà quanto ci avrò studiato, mah!!!!
Ricetta pasta di legno
Mescolare a secco in una terrina 300 g di farina con 100 g di segatura setacciata e 100 g di cemento bianco. Sciogliere 3 cucchiai di colla vinilica e 1 cucchiaio di olio di semi in un bicchiere di acqua calda e versare il tutto al centro del miscuglio. Amalgamare il composto mescolando dal centro verso l'esterno, l'impasto dovrà presentarsi faticoso dovrà avere la consistenza della creta, si potrà conservare ben chiuso in un sacchetto di nailon anche per qualche giorno. Qualora l'impasto risultasse troppo duro si potrà ammorbidire con un pò di acqua e rimpastare.

domenica 7 gennaio 2018

Aprire quello scatolone in cantina per me è stato come fare un tuffo nel passato. Una miriade di cose conservate con amore delle quali non ricordavo più l'esistenza. Tra le tante cose c'era questa bambola che allora avevo giudicato un po' bruttina, così avevo scritto sul biglietto attaccato al suo vestito, ma nel rivederla oggi ho trovato il suo sguardo bellissimo. Certamente avrei potuto fare di meglio, il viso in gesso fatto con uno stampo e dipinto con i colori acrilici, il corpo di pezza, i capelli nientemeno che di canepa, vestita con abiti dimessi ma quello sguardo.....si quello sguardo mi ha riempito il cuore.

domenica 2 luglio 2017


Il tempo che dedico ai miei nipotini purtroppo è davvero pochissimo ma quando siamo insieme ci divertiamo tantissimo, sia a Giovanni che a Vittoria piacciono tutti i miei paciugotti.
Giovanni armato di schiacciapatate o di martelletto e tagliere schiaccia cialde a volontà, pur così piccolo mi da un sacco di idee, è un creativo. Vittoria ama la pasta al sale, l'idea di fare una bambola  insieme l'ha tenuta ferma per una buona mezz'oretta, alla fine era entusiasta del suo lavoro.
RICETTA PASTA AL SALE
200g di sale (per ottenere un impasto più fine il sale può essere polverizzato nel macinacaffè)
200g di farina
1 cucchiaino di colla in polvere da tappezzeria
125 dl di acqua calda nella quale sia stata sciolta la colla
1 cucchiaio di olio di semi (per conferire più elasticità alla pasta)
Se l'impasto dovesse risultare troppo molle lo si potrà indurire aggiungendo quantità di sale e farina in parte uguale.

AL POSTO DELLA BILANCIA
potranno essere usati 1 bicchiere e 1 tazza.
Mescolate a secco in una terrina 1 tazza di sale e 2 di farina con un un cucchiaino di colla in polvere da tappezzeria. Versate al centro del miscuglio tre quarti di tazza d'acqua calda e 1 cucchiaio di olio di semi. Mescolate il tutto aggiungendo se necessario dell'altra acqua calda ricordando che questo impasto  deve risultare sodo per dare buoni risultati.    

lunedì 8 maggio 2017

Io e Giovanni ci siamo divertiti un mondo a preparare con una formina in silicone e della ceramica a freddo queste piccole moto per ringraziare gli amici che parteciperanno al suo compleanno. Una volta indurite e tolte dalla formina le abbiamo fatte asciugare per 24 ore, colorate con dei colori acrilici diluiti con acqua, protette con del lucido a spruzzo applicando sul retro una calamita.
Una bella idea no? Secondo me un'idea utile anche per confezionare delle bomboniere.


sabato 28 maggio 2016

Una bambolina di pasta al sale, un po' rovinata dal tempo ma devo dire che il sale sa proprio conservare bene, sono trascorsi 21 anni da quando l'ho fatta.
Tranne le rose e l'ortensie ho sempre regalato le cose che ho fatto, se non avessi il blog o andassi in casa di amici non me le ricorderei neanche più, vederle adesso in casa di mia mamma e soprattutto vederle nel modo in cui le ha conservate e  pensando ai complimenti che non mi hai mai fatto mi emoziona davvero. Grazie mamma!!!!!!

martedì 19 aprile 2016

Anche a Giovanni piace colorare.
Aveva tanti colori a disposizione e per avere neanche tre anni è stato bravissimo.

martedì 7 aprile 2015

Una formina, una colata di gesso o ceramica, colori ad acquerello,una mano di  fissativo ed ecco una casetta da appendere fuori alla porta di casa.

venerdì 6 giugno 2014

La corda, il cernit, la pasta di legno sono la passione di mia figlia Chiara.
Collane semplici per l'estate, che indossate sono proprio di grande effetto.







domenica 9 marzo 2014

Ogni tanto spunta fuori qualche lavoretto del passato, queste casette non ricordavo più di averle fatte, quanti anni sono passati!……..ogni casetta un nome, da appendere fuori alla porta di casa.



sabato 1 marzo 2014

 La moglie di mio nipote ha fatto per il suo matrimonio queste splendide e romantiche roselline in fimo per adornare i tavoli del ricevimento , troppo belle per lasciarle in un cassetto,……………………………………………

lunedì 3 giugno 2013

Tutte le volte che vado da mia suocera la guardo, è lì appesa al muro del suo tinello e sembra fermare il tempo.
Ma quanti oggetti si possono realizzare con gli stampi?
Basta uno stampo, una colata di polvere di ceramica o di gesso alabastrino, dei colori ad acqua per ottenere una miriade di oggetti decorativi da regalare.


Per dipingere i dettagli come occhi, naso e bocca e i particolari del vestitino di questa bambolina in polvere di ceramica ho usato un pennello dalla punta sottile e per tutto il resto ho steso diversi strati di colore per ottenere diverse sfumature. I colori troppo intensi possono essere smorzati passando un panno umido sul colore non ancora asciutto.
Per proteggere la forma dall'acqua e dalla polvere ho utilizzato una vernice spray lucida.
Ho rifinito il retro con carta di Varese.

lunedì 20 maggio 2013

Ecco una delle mie prime bancarelle di beneficenza fatta per la Chiesa di Santa Caterina nel mese di maggio di parecchi anni fa.
   segnaposto in pasta di sale, cornici in legno, sacchetti profumati di stoffa provenzale e portalavanda
Cornici in legno colorate con colori acrilici, pupazzetti in gesso, ricami a punto croce, ciabattine in  finta pelliccia con pupazzetti di cernit, sacchettini portatutto ricamati a punto croce, spighe di grano con rose in pasta di sale.
    segnaporta in pasta di sale, angioletti portafortuna, piccoli guardaroba di buon augurio per cameretta.
Lettere dell'alfabeto in pasta di legno, pupazzetti e bamboline di pasta di sale, cornici, agendine,  matite rifasciate con carta di Varese, oggetti per la casa a punto croce, cornici in stoffa su polistirolo e ricamo a punto croce.
 
 Angioletti di pasta di sale e piantine di patchwork senza ago con l'uso del polistirolo.

                      Rose di pasta di sale su polistirolo.

domenica 24 marzo 2013


FINITURE DORATURA

Ricetta della GOMMALACCA

1 hg di gommalacca in scaglie
1 litro di alcool a 99 gradi
calza di nylon per filtrare la soluzione

Mettere la gommalacca in un barattolo di vetro a bocca larga ed aggiungere l'alcool.
NON GIRARE e chiudere il barattolo. Attendere 12/24 ore e filtrare il liquido ottenuto con la calza di nylon in una bottiglia. La gommalacca se ben chiusa dura anni. Ricordare che essendo a base di alcool è INFIAMMABILE.

Ricetta per la VELATURA

Montare a neve l'albume d'uovo e porlo in un colino sopra ad un recipiente di vetro di ceramica. Il liquido che cola è albume denaturato. Per usarlo secondo il metodo più antico diluirlo con acqua in pari quantità ed aggiungere 1 grammo di zucchero di canna per ogni albume, girare bene per sciogliere lo zucchero, a soluzione pronta pennellare l'oggetto e lasciare asciugare 12/24 ore.
A questa soluzione non va sovrapposta nessun'altra vernice o gommalacca e bisogna ricordare che si è usato acidi per l'invecchiamento non ne fermerà la corrosione e che non proteggerà l'oggetto dal logoramento del tempo.

In alternativa alla gommalacca e alla velatura usare flatting o suoi simili.

venerdì 22 marzo 2013


LOGORAMENTO FOGLIA D'ORO CON PRODOTTI CHIMICI

Il logoramento si ottiene tamponando l'oggetto dorato e non ancora protetto dalla lucidatura con una spugna od un pennello imbevuti con diverse soluzioni di acqua e acidi che creano effetti molto belli e differenti  tra di loro a seconda dell'acido e del tempo di posa e tolgono quell'aspetto sfavillante dell'oggetto appena dorato.
Bisogna ricordare che gli acidi sono tossici e pericolosi per cui bisogna maneggiarli con cura con i guanti e proteggere la bocca con la mascherina.
Fare sempre una prova su un angolo del lavoro che si vuole invecchiare e controllare con attenzione per bloccare il logoramento nel momento in cui otteniamo l'effetto desiderato.
Per arrestare l'acido basta tamponare ripetutamente con una spugna inumidita  e risciacquare spesso.
Ricordiamo che la foglia d'oro mantiene la sua brillantezza nel tempo, se però viene a contatto con l'acqua o prodotti che la contengono si può opacizzare e perdere irrimediabilmente brillantezza.

INGREDIENTI E DOSI PER IL LOGORAMENTO

1) Varichina diluita in acqua - 2 cucchiaini di acqua e 2 di varichina.
     Si può aumentare o diminuire l'acqua a secondo dell'effetto desiderato.
2) Solfuro di potassio (un pezzetto grande come un pisello in 4 cucchiaini di acqua) Non aumentare le dosi  di solfuro si può corrodere tutto il lavoro
3) Nitrato di rame - 1 cucchiaino scarso in 4 dl di acqua-Non aumentare le dosi di nitrato si può corrodere tutto il lavoro.
Si può anche logorare e invecchiare la doratura senza usare gli acidi basta sciuparla con una passata di paglietta extra fine specie negli angoli e nei bordi; poi dare negli interstizi un colore terra d'ombra diluito, del bitume  o della cera scurente per mobili che si asporterà subito dopo con un panno, lasciare riposare il lavoro per 12/24 ore, se si desidera provvedere alla lucidatura.

martedì 19 marzo 2013


Questi angeli sono un piccolo pensiero per dire grazie a due amiche speciali, che quotidianamente mi sanno capire ed ascoltare.

Per questi angeli ho usato uno stampo, la polvere di ceramica ed ho usato per la doratura la foglia d'oro finto.
La doratura con finto oro, detta anche a missione si può eseguire su qualsiasi oggetto e superficie di legno, plastica, metallo, gesso, vetro, terracotta, cartapesta etc. purché la superficie sia stata resa  liscia e non assorbente, in caso contrario dare una carteggiata, una mano di gesso acrilico e una carteggiata.
Pulire bene l'oggetto che si vuole dorare poi verniciarlo con Chromodin 88 che imiterà molto bene il colore del bolo, in alternativa usare qualsiasi colore all'olio o acrilico basta passare alla fine una vernice all'acqua o del flatting trasparente, lasciare asciugare per 12 ore perchè l'oggetto deve essere perfettamente asciutto, per oggetti molto assorbenti si richiede una seconda mano di Chromadin.
Controllare molto bene l'oggetto da dorare, la superficie deve essere perfettamente liscia.
Prima di incominciare a dorare munirsi di: un paio di guanti da chirurgo, oro, cuscino, coltello e tamponcini per battere l'oro (fatto con cotone idrofilo dentro una pezzuola di maglia di cotone bianca),
procedere con la missione su tutto l'oggetto.
Bisogna sempre fare in modo di iniziare e finire il lavoro in una sola volta ed a lavoro ultimato avvolgere l'oggetto in un foglio di carta e riporlo per 12/24 ore. Poi iniziare a togliere l'oro in eccesso con un pennello morbido e procedere alla  lucidatura con tamponcino di seta (fatto con con cotone idrofilo avvolto in pezza di seta chiara).
Quella che in assoluto si adatta meglio alla doratura è la finitura con gommalacca od in alternativa la velatura.
Si può anche logorare l'oggetto con prodotti chimici, si darà così all'oggetto un aspetto antico.
Prossimamente vi spiegherò come fare la gommalacca, la velatura ed infine il logoramento con i prodotti chimici.

sabato 16 marzo 2013


Peccato, erano una coppia ma è rimasto solo lui, lei mi è caduta a terra e si è rotta, devo sempre aggiustarla prima o poi lo farò. Gli originali comprati ad Arenzano qualche anno fa li ha Ivana una collega, io mi sono limitata a copiarli.
Ho disegnato i contorni su un foglio, con la plastilina ho fatto lo stampo poi con  la polvere di ceramica ho creato l'oggetto, ho ricalcato con la carta da lucido la figura, ho usato i colori acrilici per colorare e ho terminato il lavoro con la vernice spray infine ho rifinito il retro con la carta di Varese.