Senza neanche pensarci ci siamo ritrovate ad ammirare quelle meraviglie accompagnate da una guida preparatissima che ringraziamo. Il Museo nasce dalla volontà della sua fondatrice, Graziella Gardini Pasini che abbiamo avuto l'onore di conoscere, persona squisita sotto tutti i punti di vista; la sua collezione privata è arricchita da donazioni di singoli e collezionisti, insomma un mondo meraviglioso che segna epoche diverse con un modo di vivere e giocare.
Nel Museo, che merita assolutamente di essere visitato, si può ammirare bambole prodotte tra la metà dell'Ottocento fino a quasi ai giorni nostri, bambole di marche importanti come Jumeau, Armand Marseille, Kewpie (ispirate a Cupido divinità dell'amore), Lenci, Furga , Minerva e altre che non ricordo, le troviamo di porcellana, di panno di carta, di celluloide vestite con abiti meravigliosi e tutte in appositi ambienti in miniatura come cucine, camerette, studi giocattoli dell'epoca, insomma un incanto che merita di essere visto e che ti rimane nel cuore con il desiderio di ritornare bambina.
E a proposito di ricordi...durante la visita non ho resistito e ho acquistato 3 quaderni d'epoca davvero molto interessanti: a breve vi posterò qualche riga per mostrarveli.
Un salto indietro nella storia: la copia di una bambola micena del 1100 a.C- Le radici antichissime di un gioco universale.
Un tripudio di abiti in pizzo, porcellane pregiate e dettagli curati nei minimi particolari.
I dettagli più teneri come questo Kaiser Baby che riposa nella sua culla d'epoca.
Vecchie valigie che si aprono per svelare minuscoli vestitini e librerie.








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